Ovunque

con Lorenzo Esposito

 

Un amico di mio padre, un amico stretto al punto da darmi il nome, Marino appunto, in una delle sue visite a casa (lui è di Torino) mi fece vedere un gioco da bar in cui due forchette vengono tenute in equilibrio sulla punta di uno stuzzicadenti.

Più che il ragionamento sull’equilibrio quello che mi interessava era lo stupore che ne veniva fuori. Insieme a Lorenzo ho cercato di disegnare un oggetto che portasse con sé questa sensazione.
Abbiamo cercato di progettare un’esperienza di meraviglia.
Ovunque si accende ogni qual volta viene poggiata, si regge in equilibrio grazie all’attenta gestione dei pesi interni. Ne deriva una narrazione luminosa del suo equilibrio, un gradiente di luce che corrisponde ai pesi e alle leggerezze di cui è composta.