Specchio Riflesso

FuoriSalone 2021

Co_atto un_fair

www.coattoproject.com

Ricominciare dal silenzio

Specchio Riflesso è il tentativo di recuperare una dimensione ludica e contemplativa all’interno di un luogo di transito. Il progetto genera uno “spazio dinamico” a partire dalla limitata profondità della vetrina, sostituendo alla vocazione espositiva un momento di scoperta. Spingendo il passante alla sosta. Una struttura modulare abita lo spazio e si declina espandendosi e contraendosi grazie ad un gioco di riflessioni: dapprima asseconda il transito del passante, per poi invitarlo a fermarsi per scoprire uno spazio celato, imprevisto, infine lo invita a riprendere il percorso, a ripartire da questa pausa, da questo inaspettato silenzio. L’istallazione si presenta come un paesaggio insolito, del tutto fuori contesto in grado di suscitare curiosità, di invogliare all’interazione, a perdersi giocando con le riflessioni trasportando l’osservatore in uno spazio nuovo e caleidoscopico. Specchio Riflesso è il desiderio di riportare il gioco, la riflessione, intima o condivisa, in uno spazio di quotidiana congestione.

Fuori c’è vento

Con Matilde Mellini

Finalista premio Maggia 2019

Progetto per il riuso del patrimonio industriale dismesso della provincia di Biella.
Reputando impraticabile la conversione a nuove funzioni delle numerose fabbriche tessili in disuso, Fuori c’è vento si concentra sull’utilizzo delle facciate sulle strade a scorrimento veloce proponendo la realizzazione di una parete elica. Mantenendo la vocazione produttiva degli edifici sfrutta la centinaia di mq ciechi delle facciate industriali andando a configurare come un progetto di recupero del paesaggio viario.

Per Elisa

Specchi e vetri Bini

Vincitore Made in Mida promosso da Fiera internazionale dell’artigianato di Firenze e Fondazione Michelucci

È uno strumento di relazione con se stessi e con la propria immagine. Una struttura minimale in ferro sorregge specchi di diverse forme e dimensioni, questi posso essere orientati a piacimento dall’utente, la loro sovrapposizione genera una scomposizione dell’immagine riflessa. PerElisa diventa quindi uno strumento per giocare col proprio riflesso, in un momento in cui la nostra immagine è sempre più importante, dove l’auto-rappresentazione è continuamente al centro della comunicazione questo oggetto invoglia a tornare a guardarsi in privato, con la speranza che questa relazione con la propria immagine possa aiutare ognuno ad accettare se stesso.

La tipologia di struttura progettata e il sistema di ancoraggio permette al progetto di essere moltiplicato all’infinito aumentando le configurazioni e estendendo la sua applicazioni.

Beatrice

con Bianca Parenti

É un mobile contenitore realizzato in ferro nero e ottone naturale disegnato per una pianista solista molto brava. Insieme a Bianca abbiamo cercato di racchiudere in una sola linea la cerniera di rotazione, l’anta e la maniglia. Ne deriva un oggetto dalle linee sinuose che ne raccontano il funzionamento, in cui una sola forma logica risolve l’intero disegno.

 

Tenore

con Bianca Parenti

www.avosproject.it

È una piantana in ferro e ottone disegnata per i concertisti della scuola di musica di Roma Avos. Tenore è una lampada regolabile in altezza e orientabile a 360° progettata per leggere le partiture durante l’esecuzione dei concerti. Il progetto si ispira all’illuminazione storica dei concerti di musica da camera generando sul palco un disegno luci dedicato al genere musicale specifico.

Caini

Caini
Oggetti di scena

Vincitore del premio Leo de Berardinis 2021
Drammaturgia: Mario De Masi
Con: Alice Conti, Alessandro Gioia, Giulia Pica, Fiorenzo Madonna, Antonio Stoccuto
Costumi: Anna Verde
Disegno luci: Desideria Angeloni
Disegno sonoro: Alessandro Francese

Ovunque

con Lorenzo Esposito

 

Un amico di mio padre, un amico stretto al punto da darmi il nome, Marino appunto, in una delle sue visite a casa (lui è di Torino) mi fece vedere un gioco da bar in cui due forchette vengono tenute in equilibrio sulla punta di uno stuzzicadenti.

Più che il ragionamento sull’equilibrio quello che mi interessava era lo stupore che ne veniva fuori. Insieme a Lorenzo ho cercato di disegnare un oggetto che portasse con sé questa sensazione.
Abbiamo cercato di progettare un’esperienza di meraviglia.
Ovunque si accende ogni qual volta viene poggiata, si regge in equilibrio grazie all’attenta gestione dei pesi interni. Ne deriva una narrazione luminosa del suo equilibrio, un gradiente di luce che corrisponde ai pesi e alle leggerezze di cui è composta.

Piùper

É una sospensione lineare in alluminio. Una lampada molto semplice disegnata per un bistrot che stavo progettando tempo fa. La sezione è di Piùper è una croce che ospita nei quattro quadranti altrettante strip led con accensioni indipendenti. La lampada può essere montata in due diverse configurazioni estendendo così le possibili combinazioni di luce. A dichiarare tutto ciò la forma del terminale sagomata come il segno tipografico + che nel caso di molti font è lo stesso di x.